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Dal carrè imposto ai capelli lunghi sani: la verità che avrei voluto sentire prima

  • longueri
  • 20 set 2022
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 5 gen



Il lasso temporale più selvaggio in assoluto per i miei capelli? Scuole Medie e superiori.Un periodo in cui non c’è stato un singolo momento in cui mi sia sentita “a posto” con la mia chioma… tranne quando mia madre mi portava dalla sua parrucchiera, oppure quando riuscivo a estorcere a papà i soldi necessari per dare una parvenza di normalità a quella ciospa allucinante.

Di base non potevo fare granché: mi arrangiavo da sola. In casa lavorava solo papà e quindi, per sembrare “più in ordine”, una volta finita l’estate e prima dell’inizio della scuola, la soluzione era sempre la stessa: taglio drastico. Via i miei amati capelli lunghi, dentro un comodo (per chi?) e ordinato carrè.

Peccato che poi, al primo shampoo dopo quel taglio, il risultato fosse sempre identico: capelli crespi, gonfi, fuori controllo.Quei capelli lisci effetto seta, senza una grinza, mi sembravano un privilegio riservato alle mani sapienti del parrucchiere. Noi comuni mortali? Niente. A noi non era dato sapere quali stregonerie trasformassero la chioma in versione “diva della TV”.

E pensare che, per il resto, i miei capelli sono sempre stati sani: fusto grosso, forte, resistente.Finché non ho scoperto lei: la piastra. (Se solo ci fosse stata un’altra me a fermarmi per il colletto e dirmi: “Manu, no”.)

Shampoo dopo shampoo li vedevo cambiare: sempre più spenti, lo stelo che sembrava svuotato, e una collezione indecente di doppie punte.Io amavo i capelli lunghi… ma amavo anche i capelli lisci. I miei, per natura, sono mossi e un po’ crespetti — e oggi li amo così come sono — ma allora era guerra.

Se all’epoca fossi stata una mia cliente, mi sarei cazziata all’infinito per il danno che stavo infliggendo a una chioma potenzialmente bellissima.

Fatto sta che, per via del casino che avevo combinato, mi è toccato fare l’unica cosa che non volevo: tagliare tutto.

Quando ignori un sacco di cose sul tema capelli, è normale incappare in erroroni che poi ti costano cari. Con la scienza esatta del senno di poi, sì: colpa mia… fino a un certo punto.

Frequentando solo i parrucchieri dove mi portava mia madre, non abbiamo mai incontrato qualcuno che facesse davvero consulenza, che ci spiegasse cosa fosse importante fare con capelli “ingombranti” e cosa invece fosse da evitare come la peste.

Nessuno mi aveva mai detto quando e quanto tagliare. E se poi aggiungiamo che per molte persone il parrucchiere è sinonimo di “Edward mani di forbice”, capite bene quanto mi venisse voglia di affidare a qualcuno la missione: “salvami i capelli lunghi”.

All’epoca, svelare i “segreti” della gestione a casa era visto come svendere il lavoro. C’era gelosia, e in parte c’è ancora. Per me è solo un sintomo di ignoranza: perché una cliente che sa gestirsi a casa non ti toglie lavoro… ti dà fiducia.

Io, quando vedo una cliente in difficoltà, cerco sempre di aiutarla nella gestione a casa. Il più delle volte le donne rinunciano a una chioma lunga perché pensano di non saperla gestire o di non avere tempo.Guardatemi: vi sembro una che non fa una mazza dalla mattina alla sera? Ahahah. Magari. Il tempo me lo faccio uscire, eccome.

(Spesso dopo 10/12 ore di salone, e al netto del lavoro che svolgo, non cerco più l’aiuto dei “ferri da stiro”: piega a freddo e passa la paura.)

Avrei voluto che qualcuno mi dicesse, chiaro e tondo, che ferri e piastre cucinano i capelli.Che a volte è sufficiente tagliare 1 cm ogni tre mesi, e farlo con criterio (sì, anche in luna crescente, se ti piace quel rituale).Che il balsamo sui capelli lunghi spesso fa solo solletico: non è nutrizione vera.

Avrei voluto che qualcuno mi dicesse che le maschere lasciate in posa 5 minuti si comportano esattamente come un balsamo. Non è cattiveria: è proprio che non fa in tempo.

Avrei voluto un consulente che mi spiegasse che un buon trattamento ristrutturante può salvarti da tagli selvaggi, e che le forbici non sono l’unica soluzione ai capelli secchi.

Avrei voluto, sulla mia testa, le mani di un parrucchiere che ama i capelli almeno quanto li amo io.Per farmi vivere serenamente anche la mia chioma. Per non farmi sentire “diversa”. Per non invidiare le amiche che si lavavano i capelli il sabato pomeriggio e sembravano appena uscite da un salone di acconciatura… mentre io, se ci provavo, sembravo Krusty il Clown.

Per farli sgonfiare dovevo per forza lavarli il giorno prima, sperando che il cuscino e il caldo della notte facessero miracoli. Una strategia, praticamente.

In definitiva — e non è autocompiacimento — avrei voluto un “longuerista” sulla mia testa a dirmi:“Non hai capelli sbagliati. Hai solo capelli che vanno capiti: coccolati di più e tagliati di meno.”

Oggi quel know-how ce l’abbiamo.E in salone (sì, a Roma, da Longuerì, salone specializzato nella cura dei capelli lunghi) trovi soluzioni vere per ogni tipologia: capelli crespi, mossi, secchi, sfibrati, senza forma… e anche per chi ha litigato con la piastra come facevo io.

Non resta che provarle.

Vi aspetto di là.


 
 
 

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